PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. La Repubblica riconosce e tutela la pari dignità e l'eguaglianza di fronte alla legge delle associazioni costituite per la rappresentanza e la tutela delle persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, nonché delle persone con disabilità o con handicap.
      2. La tutela esercitata dalle associazioni di cui al comma 1 riguarda, in particolare, l'erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

Art. 2.

      1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 1, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge l'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (ANMIC), l'Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro (ANMIL), l'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi (ENS), l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UIC) e l'Unione nazionale mutilati per servizio (UNMS) cessano di esercitare in via esclusiva i poteri di rappresentanza e di tutela dei ciechi, dei sordi e degli invalidi fisici e intellettivi attribuiti a tali associazioni da disposizioni di legge o di regolamento. Conseguentemente, i rappresentanti delle medesime associazioni cessano di essere presenti in via esclusiva nelle commissioni, nei comitati e negli altri consessi comunque denominati istituiti per la valutazione delle invalidità o degli handicap ovvero per svolgere funzioni di consulenza nei confronti di organi dello Stato.
      2. Il Governo provvede, con apposito regolamento, ad apportare le modifiche

 

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necessarie alle disposizioni regolamentari vigenti in materia, al fine di adeguarle a quanto disposto dal comma 1.

Art. 3.

      1. Hanno il diritto di esercitare i poteri di rappresentanza e di tutela dei loro iscritti e il diritto di far parte delle commissioni, dei comitati e degli altri consessi di cui all'articolo 2, comma 1, le associazioni nazionali di promozione sociale, costituite per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 1 della presente legge, iscritte nel Registro nazionale di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383.

Art. 4.

      1. Presso il Ministero della solidarietà sociale è istituita la Consulta nazionale per il superamento dell'handicap, di seguito denominata «Consulta», composta da un rappresentante di ciascuna delle associazioni costituite per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 1.
      2. La Consulta è costituita con decreto del Ministro della solidarietà sociale da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
      3. Nella sua prima riunione, che è convocata dal Ministro della solidarietà sociale entra un mese dalla data della sua costituzione, la Consulta elegge al proprio interno un ufficio esecutivo di presidenza, composto da sette membri, compreso il presidente, che predispone il regolamento per il funzionamento della Consulta, che è approvato dalla Consulta stessa entro i due mesi successivi.
      4. Ciascun rappresentante delle associazioni di cui al comma 1 ha diritto a un solo voto. È escluso il voto per delega.
      5. La Consulta formula proposte e pareri al Ministro della solidarietà sociale e agli altri Ministri competenti sulle politiche di superamento dell'handicap, anche su richiesta degli stessi. Essa si riunisce almeno due volte all'anno. L'ufficio esecutivo di presidenza della Consulta si

 

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riunisce almeno una volta al mese e, comunque, ogni qualvolta lo richieda il Ministro della solidarietà sociale ai fini dell'espressione di pareri.
      6. I componenti della Consulta hanno diritto al rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio qualora risiedano a una distanza superiore a cento chilometri dalla sede della Consulta.

Art. 5.

      1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuate le associazioni iscritte nel Registro nazionale di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, ai fini e per gli effetti dell'articolo 3 della presente legge e i criteri per la loro partecipazione alle commissioni, ai comitati e agli altri consessi comunque denominati di cui all'articolo 2, comma 1, della presente legge. Con lo stesso decreto sono individuati, altresì, i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie, previste dalla legislazione vigente in materia, tra le medesime associazioni, tenuto conto della diversa rappresentatività in proporzione al numero delle iscrizioni alle stesse, che sono certificate con dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Art. 6.

      1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adeguare la loro legislazione in materia alla presente legge, assicurando la rappresentanza e l'eventuale attribuzione di contributi alle associazioni costituite per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 1 della medesima legge e iscritte nel Registro nazionale di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, che hanno sezioni nei rispettivi territori.

 

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Art. 7.

      1. La presente legge entra in vigore decorsi sei mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.